__________________________________________________________________________________________________________

LA "BANCA DEL VERDE" Una proposta presentata da Massimo Ferlini, Presidente di Compagnia delle Opere Milano, a La Fabbrichetta il 15 novembre 2006.

 

La "banca del verde" è innanzitutto un'idea, nata al tavolo di consultazione comune che Lega cooperative e Cdo hanno a Milano e da cui sono scaturite in passato iniziative come "OBIETTIVO LAVORO" (Agenzia per il lavoro interinale) e, più recentemente, il Consorzio per sviluppare il "cohousing sociale".

Nella esperienza di Cdo ci sono i precedenti del "Banco Alimentare" e del "Banco farmaceutico" che raccolgono e ridistribuiscono sul territorio dove c'è il bisogno e dove ci sono reti di solidarietà di tipo vario.

L'idea è stata certamente stimolata dall'occasione del Bando progettuale della Provincia "Città di città" al quale concorriamo e di cui tra un mese sapremo l'esito.

Al confronto con altre metropoli Milano ha scarsità di verde. Gli ultimi grandi Parchi sono stati il Nord e il Forlanini. C'è la questione Parco Agricolo Sud che non sempre è in buone condizioni di vivibilità.

L'idea di Boeri e della Provincia di un "Metrobosco",quella dell'Assessore Comunale Masseroli di una "cintura verde" (la cui fattibilità ha fatto studiare a Kippar), tutte vanno nel senso di collegare, di estendere il verde. Ma dove si trovano le risorse? Come si sviluppa la partecipazione?

Mi sembrano queste le due domande centrali a cui si vuole rispondere con la "Banca del Verde". Da un lato vorremmo costituire una Fondazione,che sia "la cassaforte" del verde, quella a cui vengono conferiti (in donazione, in comodato) aree verdi per la loro piantumazione e manutenzione.

La Fondazione potrebbe raccogliere risorse,sia territoriali che economiche, da privati e da enti pubblici. Gli enti locali potrebbero trovare un patner che valorizza e mantiene aree pervenute a scomputo d'oneri per esempio. I privati potrebbero essere interessati sia ad un "risarcimento ambientale" (soprattutto per chi ha un'attività che consuma ossigeno o produce CO2,come chi usa carta,produce energia,vetro,combustibili,..) sia ad un'azione da inserire nel loro bilancio di responsabilità sociale.

L'attuazione dell'accordo di Kioto procede a rilento in Italia, ma la borsa del CO2 è attiva e i "Certificati verdi" (quelli connessi alle energie rinnovabili e che non consumano fossili) sono già in funzione. Mancano ancora i "Certificati Bianchi" quelli riferiti alla forestazione di aree.

L'altro nodo è quello della "partecipazione". Dove si è "osato" i riscontri sono stati positivi. Per esempio nella gestione degli orti regolamentati. Per esempio in alcuni campi bocce dati ad anziani. Diversa è stata l'esperienza "Verde in Comune" a Milano, più una sponsorizzazione centralizzata, che un coinvolgimento del territorio. Ambientalisti, agricoltori, cittadini potrebbero essere coinvolti in un processo anche gestionale del verde che diviene vivibile, esperienza di responsabilità e vita sociale.

Cooperative sociali potrebbero lavorare alla manutenzione inserendo al lavoro persone svantaggiate. A partire da una scelta volontaria e di compensazione,può svilupparsi un grande progetto di responsabilità sociale ed ambientale i cui aspetti di comunicazione sono particolarmente significativi. Siamo al lavoro.

Puntiamo sull'area metropolitana, ma qualche progetto urbano non è escluso.

L'obiettivo è presentare a gennaio la Fondazione con le prime aree acquisite e con una struttura operativa. Tra un anno possiamo vederci a fare un primo bilancio.

 

 

 

 

La FABBRICHETTA, idee concrete per Milano. www.lafabbrichetta.it

 

 

 

 

 

 


 

l Per informazioni: lafabbrichettala@tin.it