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QUALE RUOLO PER I RAPPRESENTANTI DEGLI UTENTI NELLE AZIENDE DI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITA'? IL CASO ATM.

Sintesi dell'incontro dell'8 novembre 2006 a La Fabbrichetta con Massimo Ferrari ,Presidente dell'Associazione Utenti Trasporto Pubblico e consigliere ATM Hanno preso la parola: Pier Vito Antoniazzi, Luca Beltrami Gadola, Giorgio Tacconi, Gian Luca Bozzia, Giorgio Poidomani, Bianca Bottero, Pier Paolo Artoni.

 

Introduce Pier Vito Antoniazzi.

 

Si è parlato e si continua a parlare di "privatizzazione" delle ex aziende municipalizzate. In realtà si tratta di situazioni diverse, dal trasporto pubblico che non potrà mai produrre profitti, all'energia, ai rifiuti,ecc. In generale però gli enti locali "non hanno mollato la presa". Anzi, sembra quasi che "scommettano" su queste "piccole IRI" per contare di più sui "tavoli forti". Il rischio è che questo dibattito perda di vista gli interessi dei cittadini. Che nessuno discuta la qualità dei servizi, il loro indirizzo. Ecco allora che proporre una "centralità" dei consumatori e utenti,magari con organi di controllo che possano incidere sull'amministrazione, potrebbe essere una rivoluzione copernicana.

Abbiamo invitato Massimo Ferrari perché è un esempio raro di rappresentante delle associazioni degli utenti che è dal 1993 nel Consiglio di Amministrazione dell'ATM. Come ci sei arrivato? Chi ti ha messo? Com'è la tua esperienza ? Massimo Ferrari: Fu proprio Pier Vito Antoniazzi, insieme a Paolo Hutter a propormi nel 1987 come consigliere ATM (la prima azienda pubblica milanese per occupati). Allora il Consiglio veniva votato dal Consiglio Comunale. Era la prima volta che invece dei 7 da eleggere,"concordati" tra i partiti (Presidente fu quel Prada poi inquisito), c'era un nome in più. Ci vollero più votazioni perché un consigliere non aveva il quorum,ma ovviamente non passai. Poi nel 90 Pillitteri approvò un regolamento che prevedeva un 25% di nomine indicate dalla società civile. Ma ci fu un errore di forma (la data) e le nomine vennero annullate. Nel 1993, indicato dall'associazione Utenti, fui nominato da Formentoni,insieme ad un altro "civile" indicato dall'Università. A sorpresa mi confermò Alberini nel 97 e nel 2001. Nel frattempo ATM ha cambiato pelle più volte: da municipalizzata ad azienda speciale prima e ad SPA poi. ATM è difficile da privatizzare perché non farà mai utili…L'indirizzo del Presidente Soresina (liberal-liberista) è soprattutto quello della razionalizzazione e del risparmio (soprattutto sul personale). Non siamo in disavanzo (come in passato) rispetto al budget fissato dai finanziamenti pubblici (che sono sempre in calo). Il 40% del bilancio coperto dalle tariffe,non è male. Siamo sul livello di bilancio di Parigi e meglio di Amsterdam e Bruxelles. Il Consiglio è un organo di indirizzo,non di gestione. Il Presidente è anche amministratore delegato. Io in questi anni mi sono battuto per la difesa del servizio pubblico. In particolare ho insistito sulla difesa del "sistema elettrico" (metro+tram+filobus). La diminuzione del costo degli abbonamenti (una sorta di "fidelizzazione" al trasporto pubblico). Abbiamo aumentato gli utenti,abbiamo difeso il traffico serale ed istituito nuovi servizi come il Radiobus(che abbiamo potuto realizzare solo con contratti diversificati,a termine).Le novità giuridiche (la Spa) ci consentono di partecipare ad altre società o concorrere in gare per la gestione di servizi e impianti. ATM gestisce oggi la funicolare di Como-Brunate per esempio. Certo si potrebbe fare ancora più nell'informazione…

 

Ci sono altre esperienze di rappresentanti degli utenti nei Cda ?

C'è un'esperienza a Genova ed in qualche altro centro. Ma più per cooptazione che per spinta di lotte e sensibilità civili. Non c'è nulla di paragonabile al peso che nelle Ferrovie Francesi ha la FNAUT (Federazione Nazionale degli Utenti del Trasporto).Come dicevo a Milano c'è un membro indicato dall'Università Politecnico.

Chi ha deciso le Metrotranvie Nord e Sud ?

Sono stato tra chi le ha sostenute. Perché il tram va sostenuto e rinnovato. 500 tram acquistati da ATM nel 1930 hanno reso tantissimo. Molti sono ancora in uso!!

Si, ma sembrano un mortorio: perché nessuno ha fatto il restyling? Perché non mettere più luce,anche nelle pensiline? Milano "cade" nella cura delle piccole cose….

Su manutenzione e pulizie si è risparmiato in questi anni effettivamente. Non era facile trovare risorse.

Io amo ATM. Il mio rapporto con il tram è "sentimentale". Riconosco anche i progressi di ATM. Ma la battaglia culturale dov'è? Dove è che l'amministrazione spinge sul trasporto pubblico? I "manager" non vanno in tram…

Più che nelle altre città italiane (escluso Venezia).

Ma il nostro confronto è l'Europa!

Dobbiamo costruire un'azione di lobbing (come facemmo con il referendum sul traffico dell'85) che abbia come centro l'area metropolitana, un'agenzia metropolitana dei trasporti. Forse il dibattito sul "ticket" della Moratti può essere un'occasione. Forse questa "tassa di scopo" che i milanesi pagheranno,gli farà chiedere qual è lo scopo,qual è il programma.

Bisognerebbe fare una "cura del ferro", potenziare il trasporto pubblico della regione (oggi fatiscente). Ma ATM ha studiato il suo contributo all'eventuale ticket ?

Secondo la perimetrazione proposta noi avremmo 705.000 residenti dentro la cerchia (che è un po' esterna alla 90-91). Ci sarebbero un centinaio di accessi (non semplici da monitorare,a differenza di Londra). 209.000 sarebbero le entrate esterne giornaliere in questa cinta. ATM conta di aumentare del 5% gli utenti "subito", del 10% nel 2008 e di arrivare al 25% di aumento nel 2009. Bisognerebbe studiare un abbinamento tra "ticket" e "abbonamento ATM", così avremmo una vera fidelizzazione ad ATM. L'abbonamento è un incentivo all'uso.

Bisogna vedere le tariffe…

Moratti si è impegnata a non aumentare…

 

l Per informazioni: lafabbrichettala@tin.it